Lavorare nel Pubblico Impiego significa lavorare negli Enti Pubblici come, per esempio:
le amministrazioni dello Stato: i Ministeri e le scuole di ogni ordine e grado;
le aziende e amministrazioni dello Stato ad ordinamento autonomo;
le regioni, le province, i comuni, le comunità montane;
le istituzioni universitarie e gli istituti autonomi case popolari;
le camere di commercio, industria, artigianato e agricoltura e loro associazioni;
gli enti pubblici non economici nazionali, regionali e locali;
le aziende e gli enti del Servizio sanitario nazionale (le Ulss).
Mentre per lavorare nel settore privato è necessario rispondere alle offerte proposte dalle aziende o inviare delle auto candidature e l’assunzione dipende dalla decisione dei responsabili aziendali, la modalità di assunzione del pubblico impiego segue un percorso diverso, che è decisamente più formale e impersonale.
In particolare ci sono tre canali d’accesso:
Per le posizioni di basso livello è possibile accedere direttamente al pubblico impiego mediante l'avviamento degli iscritti in apposite liste presso i Centri per l'impiego (note come liste ex articolo 16). Si tratta di profili per i quali è richiesto il solo requisito della scuola dell'obbligo. Quando una pubblica amministrazione ne fa richiesta viene costituita una apposita graduatoria da cui si selezionano i candidati sulla base di criteri che per lo più si riferiscono al carico familiare, alla situazione economica e patrimoniale del lavoratore e all'anzianità dei disoccupazione.
Il concorso pubblico è la modalità standard per accedere al lavoro nelle pubbliche amministrazioni.
Ci sono bandi di concorso di diverse categorie a cui fanno riferimento profili professionali diversi e diversi requisiti di accesso. Le più frequenti sono:
categoria B3: profilo generico, titolo richiesto: licenza di scuola media. È indicato per mansioni di operaio non specializzato e collaboratore amministrativo.
categoria C: profilo tecnico e amministrativo, titolo richiesto:diploma di maturità. È indicato per mansioni di tipo impiegatizio
categoria D: profilo direttivo, titolo richiesto: laurea. È indicato per mansioni organizzative, gestionali e di dirigenza.
Un ulteriore modo di accedere al Pubblico Impiego è rappresentato da forme contrattuali più precarie, come i contratti di collaborazione, attraverso i quali le persone vengono inserite in progetti di lavoro mirati. Possono essere utili per capire i meccanismi del lavoro e per dare qualche punteggio in più (titoli di servizio) nei concorsi che si andranno a fare in futuro.
I concorsi pubblici
Gli avvisi di tutti i concorsi vengono pubblicati sulla Gazzetta Ufficiale - Concorsi ed Esami - e sui BUR – Bollettino Ufficiale Regionale. In alternativa si possono consultare i siti degli Enti di interesse e vedere alla voce “bandi e concorsi” se ci sono delle posizioni aperte.
E’ importante leggere bene i bandi di concorso, in particolare fare attenzione a:
i requisiti richiesti;
il termine per la presentazione della domanda: come deve essere redatta la domanda (di solito è allegato un fac-simile), l’indirizzo a cui va spedita, le modalità attraverso cui può essere recapitata e la data di scadenza per la presentazione (di solito 30 giorni dalla pubblicazione dell’avviso sulla Gazzetta). Ad oggi si sta diffondendo sempre più la modalità di iscrizione on line;
documentazione da allegare alla domanda: possono essere richiesti copia di documenti che attestano eventuali titoli oppure il curriculum o la ricevuta del vaglia postale comprovante il versamento della tassa di ammissione al concorso;
titoli: criteri per la valutazione dei titoli (di servizio, di studio e curriculum professionale) e i relativi punteggi;
programma e diario delle prove: descrizione delle prove d’esame (scritta, pratica, orale) e i suoi contenuti. Criteri di valutazione delle prove.
I concorsi sono di diversi tipi:
per titoli: tengono in considerazione i titoli di studio, le pubblicazioni o altre esperienze lavorative svolte;
per esami: si basano solamente sui punteggi delle prove d’esame;
per titoli ed esami: sono una combinazione degli elementi precedenti.
Le prove utilizzate nei concorsi pubblici sono diverse:
I test psico-attitudinali sono rappresentati da una serie di quiz che mirano a valutare le attitudini logico-matematiche e linguistiche. Sono solitamente utilizzati per effettuare una prima scrematura dei candidati;
le domande a scelta multipla, si tratta di una serie di domande di cultura generale o sulle materie d’esame, alle quali si deve rispondere scegliendo tra un numero limitato di risposte disponendo di un lasso di tempo abbastanza breve;
le domande con risposta sintetica in cui bisogna rispondere liberamente ai quesiti rispettando però lo spazio massimo a disposizione;
il tema, in cui viene richiesto di trattare in modo approfondito un argomento;
la redazione di un atto amministrativo, utilizzata in particolare per l’assunzione di impiegati negli enti locali, richiede la stesura di una delibera o di un’ordinanza con la possibilità di consultare codici non commentati.
Prepararsi per i concorsi è piuttosto faticoso, bisogna studiare molto per una percentuale di riuscita, considerata la sempre maggiore competizione, piuttosto bassa. E' utile “allenarsi” provando più concorsi, capendo come funzionano i test, confrontandosi con i colleghi.
Generalmente il concorso prevede prima una prova scritta (frequentemente un test a risposta multipla) e poi una prova orale. L’ammissione alla prova orale dipende dal superamento di quella scritta. Se entrambe le prove vengono superate positivamente, si viene dichiarati idonei e si entra in una graduatoria, secondo un ordine determinato dal punteggio accumulato. Le assunzioni avvengono seguendo l’ordine di tale graduatoria.
E’ importante sapere che la graduatoria rimane valida per un determinato periodo di tempo (di solito 3 anni) e quindi c’è la possibilità di essere chiamati anche in seguito.
Inoltre, l’idoneità costituisce un titolo che può essere utilizzato per “fare punteggio” nei concorsi pubblici successivi.
Siti utili:
| < Prec. | Successivo > |
|---|





